Tutte (o quasi) le tradizioni del matrimonio

Tutte (o quasi) le tradizioni del matrimonio

Chi si avvicina al giorno del matrimonio lo sa bene: si tratta della celebrazione di un amore presente e futuro, ma le tradizioni sulle quali si basa sono antiche e radicate nel territorio e nella famiglia. Elencare ogni singolo costume o usanza è impossibile, ma proveremo a raccogliere le principali in quest’articolo, per ricordarvi che non è così semplice come potrebbe sembrare.

Molte di queste tradizioni sono rispettate alla lettera ancora oggi, mentre alcune, legate alle spese da fare per i festeggiamenti e alla vita della coppia, un po’ meno. Ogni matrimonio poi è unico nel suo genere e gli sposi, in base alla loro sensibilità verso la tradizione, decidono in che misura aderirvi.
Così come per un bel film, proveremo in quest’articolo a elencare le tradizioni in ordine di apparizione.
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La scelta della data

“Né di Venere né di Marte, ci si sposa né si parte”

Le tradizioni legate al matrimonio iniziano a essere presenti nel momento della scelta della data. Sia il giorno della settimana che il mese incidono su questa scelta, con motivazioni che affondano addirittura nella scaramanzia del periodo romano, in cui il giorno dedicato al dio della guerra Marte non porterebbe bene per la sua simbologia turbolenta. Il venerdì invece è il giorno di penitenza per la tradizione cristiana, e per questo non è opportuno sceglierlo come data per le proprie nozze.

In realtà, col tempo anche questa massima è stata interpretata diversamente da moltissime coppie, e addirittura il martedì si è trasformato in un giorno propizio, legato ad altri costumi. Il mese è un altro piccolo grande dilemma, soprattutto per chi, oltre agli impegni lavorativi e della vita quotidiana, vuole osservare le tradizioni locali e della propria famiglia.
 
Per amore di semplicità vi sconsigliamo di sposarvi nei mesi di: febbraio (legato al carnevale), marzo (il mese “pazzo” dal clima instabile), maggio (il mese mariano secondo la cultura cattolica, sebbene oggi sia uno dei mesi più scelti).

La dote e le spese dei genitori della coppia

Parliamo di tradizioni quasi del tutto desuete, o reinterpretate negli ultimi anni, a causa dei nuovi stili di vita. Alla famiglia della sposa spettavano le spese concernenti l’abito per la festa e tutto l’occorrente di biancheria ed accessori della casa della coppia che dovevano bastare almeno per il primo anno di vita insieme (“dote”, o anche “corredo” in alcune parti d’Italia).
 
Sempre alla famiglia della sposa spettano le spese per la cerimonia e il ricevimento, comprese le decorazioni, l’intrattenimento e il servizio fotografico. Si aggiunga alla lista il costo della stanza da letto della sposa. Alla famiglia dello sposo spettano quasi tutte le altre spese tra cui l’acquisto della casa, dell’arredamento, delle fedi, del bouquet.
 
Tutto questo in parte per una questione di galateo, in parte per motivi di tradizioni familiari e locali, ma come dice la saggezza popolare: “paese che vai, usanza che trovi”.
sposi con bouquet in mano

La preparazione del letto della prima notte

A seguire alla lettera tutte le regole legate alla preparazione del letto per la prima notte di nozze, ci si rende conto di quanto quest’usanza sia arcaica e piena di simbolismo. Molto legata al concetto della castità prematrimoniale, la tradizione prevedeva in passato che delle fanciulle pure sistemassero la camera da letto degli sposi per il loro primo incontro amoroso successivo alla celebrazione dell’unione.
 
Oggi l’evento è più che altro un momento di unione per le famiglie degli sposi, che si ritrovano nella nuova casa per augurare pace e prosperità alla coppia.

La serenata

Nel sud dell’Italia, ma non solo, c’è una tradizione assolutamente obbligatoria per tutti gli sposi: la serenata. Il futuro sposo, accompagnato da amici, possibilmente musicisti, la sera precedente al giorno del “Sì”, canta una o più canzoni d’amore sotto le finestre della casa della famiglia della sposa.
 
La serata finisce con l’invito a “Salire su” per un piccolo rinfresco offerto dalla mamma della sposa allo sposo e ai suoi accompagnatori. Si tratta di un’usanza legata alla tradizione cavalleresca, che affonda le radici nel periodo medievale, ma ancora oggi è ritenuta un gesto d’infinito romanticismo.

Non vedersi prima del matrimonio

È assolutamente vietato per lo sposo vedere l’abito della sposa. Questa tradizione è legata al fatto che, più che la sfortuna, questo gesto attrarrebbe il ripensamento da parte dello sposo.
Oggi, che ci si sposa in modo cosciente e con basi sentimentali e di affinità molto solide, non è più un pericolo, ma in passato, quando molti matrimoni erano combinati dalle famiglie dei futuri sposi e le coppie si conoscevano per la prima volta direttamente all’altare, il rischio di ripensamenti e fughe era assolutamente da impedire.

Qualcosa da indossare

Something old, something new, something borrowed, something blue; and a silver sixpence in her shoe.
Questo proverbio inglese riassume una tradizione che è rispettata anche in tanti luoghi d’Italia: qualcosa di vecchio a simboleggiare il passato, qualcosa di nuovo a simboleggiare il futuro, qualcosa di prestato a simboleggiare l’importanza degli affetti, qualcosa di azzurro in segno di purezza, e una monetina nella scarpa come portafortuna.

Il lancio del riso

Nella tradizione di moltissime società in giro per il mondo, il riso simboleggia la prosperità e lanciarlo è un augurio di abbondanza. Una futura coppia necessita di buona sorte ed è per questo che gli invitati, parenti e amici degli sposi, alla fine della cerimonia, durante il ricevimento e in varie altre occasioni (a seconda degli usi locali) lanciano loro riso perlato.
Fino a qualche anno fa, in alcune parti d’Italia si lanciavano anche monetine per rafforzare il concetto dell’abbondanza, tra il terrore degli sposi che rischiavano di essere feriti e la gioia dei bambini che si fiondavano tra le gambe degli adulti per raccogliere da terra il ricco tesoro.

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Piantare un albero che crescerà col vostro amore

Dal Nord Europa si sta diffondendo anche dalle nostre parti l’usanza, un po’ pagana, un po’ ecologista e sicuramente molto romantica, di piantare un albero nel giorno del proprio matrimonio. Un rito propiziatorio, che simboleggia la lentezza con cui cresce e si sviluppa un sentimento d’amore, ma quanto questo stesso riesca col tempo a diventare solido e duraturo.

Il taglio della cravatta

Questa tradizione è caduta quasi del tutto in disuso, ma va menzionata per il suo originale svolgimento. Gli amici dello sposo si appropriavano con la forza, più o meno goliardicamente, della sua cravatta, e iniziavano a tagliuzzarla in tanti pezzi per poi rivenderli agli invitati e regalare alla coppia il denaro raccolto.

Il lancio del bouquet… e della giarrettiera

Quella del lancio del bouquet è una delle tradizioni più sentite e, ancora oggi, apprezzate da tutte le spose del mondo. Non manca mai, subito dopo la cerimonia, in fondo al ricevimento, o tra un pasto e l’altro. Ognuno decide in base ai propri desideri.
 
Lo svolgimento di questa tradizionale attività è abbastanza noto: la sposa volta le spalle alle invitate nubili e lancia verso di loro il bouquet. La fortunata che riuscirà a prenderlo, sarà la prossima a sposarsi, o almeno questo è ciò che ci si augura.
 
Al fianco di questa tradizione romantica, si è posta negli anni anche la versione maschile di questa tradizione. Il lancio della giarrettiera lo fa lo sposo dopo averla sfilata con l’uso della bocca intrufolandosi sotto la gonna della malcapitata sposa. Anche questa volta il fortunato amico celibe che riuscirà ad afferrare la giarrettiera sarà il futuro sposino.

La luna di miele

La tradizione nordica prevedeva che gli sposi vivessero il primo mese di vita insieme, bevendo idromele, e proprio dall’uso delle parole mese (luna) ed idromele si ricava quello che noi chiamiamo luna di miele. Oggi sono poche le coppie che possono permettersi un intero mese di vita in viaggio, lontano da quella quotidiana, ma si fugge per qualche giorno in lussuose mete esotiche, proprio per imparare meglio a conoscercsi, condividendo un momento di gioia e relax.

Il primo anniversario (le nozze di carta)

Esistono tradizioni legate anche al primo anniversario di nozze, il primo piccolo traguardo verso una lunga vita insieme.
 
Una delle più romantiche è quella che prevede che gli sposi a ridosso del giorno del “Sì” scrivano una lettera da consegnare all’altro nel giorno del primo anniversario. Sicuramente, la lettura a distanza di un anno dei pensieri scritti sarà molto emozionante ed evocativa.
 
Un paio di fette della torta nuziale devono essere, per tradizione, congelate e consumate un anno dopo, come per rievocare a livello sensoriale (in particolare col senso del gusto) le emozioni vissute nel giorno più magico della vita della coppia.

Molte coppie organizzano una cena romantica nella location del proprio ricevimento, altre organizzano un breve viaggio che ricordi la luna di miele, altre non aprono l’album dei ricordi fino al primo anniversario per godersi ancora di più il rivivere di quei momenti.

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