Culture del matrimonio nel mondo

Culture del matrimonio nel mondo

Potrà forse sembrare scontato dirlo, ma i matrimoni non sono tutti uguali: per lo stile, per le scelte fatte, per i tempi… Per le culture! Se, infatti, l’abito bianco e lo stile della cerimonia si sono diffusi in tutto il mondo per le scenografie, le atmosfere e la teatralità, in Oriente le nozze tradizionali sono ancora ben radicate negli usi e nei costumi delle sue popolazioni.

Parliamo sempre di tradizioni, quindi, ma che non riguardano più il modo di vivere di noi occidentali.

Nell’odierna Cina, ad esempio, le spose non scelgono un solo abito, ma tre. Il primo è il tradizionale qipao o cheongsam, una tonaca ricamata e aderente di solito di colore rosso, che sta a simboleggiare il matrimonio, perché questo colore è considerato forte e fortunato secondo la cultura cinese.

Culture del matrimonio nel mondo 2

Poi, la sposa può cambiarsi e indossare un abito bianco dalla gonna ampia che non stonerebbe in un matrimonio americano – un cenno locale che la sposa dà ai trend popolari dell’Occidente. Infine, la sposa si cambia e indossa un terzo vestito, questa volta con la  gonna del colore da lei scelto o un vestito da cocktail.

Avvicinandoci un po’ di più a noi arriviamo in India. Prima che un’indiana si sposi, la stessa, le sue amiche e le sue familiari si decorano le mani e i piedi con disegni elaborati chiamati mendhi, andati abbastanza di moda negli ultimi anni anche in Italia. Queste decorazioni vengono realizzate con l’henné e durano pochi giorni.

I disegni mendhi sono incredibilmente intricati e richiedono ore per essere applicati, senza contare il tempo che la sposa deve attendere perché l’henné si asciughi e le tinga la pelle. Si crea così il mendhi party per rendere l’occasione e il processo più divertenti – e in modo tale che le amiche e la famiglia aiutino la sposa se ha bisogno di qualcosa mentre viene adornata.
Ma perché fanno ciò? Indovinate!

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Le spose del Medio Oriente si colorano le mani e i piedi con l’henné per… proteggersi dal malocchio!

Un certo numero di culture, da quelle celtiche a quelle romane, a quelle zingare, prevede di saltare al di sopra di una scopa. Oggi, quest’usanza si trova spesso nei matrimoni afro-americani, usanza che ha le sue radici nel periodo in cui uomini e donne schiavi sancivano la loro unione saltando insieme al di sopra di una scopa. Un’origine non felice, ma che oggi ha sicuramente assunto una nuova connotazione!

Come abbiamo già detto nell’articolo sui paggetti e le damigelle (anche quelle più grandi), nei matrimoni reali inglesi le damigelle sono ragazze più giovani della sposa. Al matrimonio di Elisabetta II, celebrato nel 1947, erano presenti otto damigelle di cui la maggior parte aveva meno di ventuno anni. Diana ne ebbe cinque, la più piccoleadelle quali aveva cinque anni. Kate Middleton ne ha avute di ancora più giovani: la figlioccia di William e la pronipote di Camilla Parker Bowels, entrambe di tre anni. Il corteo di Meghan Markle, invece, ha contato 10 bambini, tra cui il principino George e la principessina Charlotte, mentre la più piccola del gruppo aveva all’epoca 2 anni.

In Perù le invitate single predono parte a una tradizione un po’ più dolce di quella del lancio del bouquet: degli charms attaccati a dei fiocchi vengono nascosti nelle fette della torta nuziale. Prima che questa venga tagliata, ogni donna afferra e tira un fiocco. Alla fine di uno dei fiocchi si trova una fede finta e la fortunata, si dice, sarà la prossima a sposarsi.

I tradizionali matrimoni Zulu sono caratterizzati da colori accesi e brillanti e da danze tra la famiglia della sposa e quella dello sposo. Le spose Zulu possono iniziare la giornata secondo lo stile cccidentale, cioè con l’abito bianco, dovendo però poi cambiarsi negli abiti tribali tradizionali dopo un matrimonio celebrato in chiesa. In una cerimonia tradizionale, la famiglia dello sposo – non vi piacerà molto quello che leggerete adesso – squarta una mucca per dare il benvenuto alla sposa. Quest’ultima mette del denaro nello stomaco dell’animale per simboleggiare che fa ora parte della famiglia.


I matrimoni libanesi iniziano con musica, balli e grida di gioia, il tutto fatto fuori la casa dello sposo. Questo è lo zaffe, un corteo tradizionale fatto di amici, familiari e, a volte, musicisti professionisti e ballerini. Il gruppo scorta lo sposo fino alla casa della sposa per poi salutare entrambi in una pioggia di benedizioni e auguri e petali di fiori.

Gli sposi russi, prima del matrimonio, devono presentarsi a casa della sposa e chiederne la mano. Gli amici e la famiglia della donna rifiuteranno fino a quando l’uomo non li pagherà in regali, denaro, gioielli o con… umiliazioni. Gli sposi sono poi costretti a fare danze sciocche, risolvere indovinelli e passare test buffi ma utili, come ad esempio cambiare il pannolino ad una bambola. Una volta che lo sposo avrà impressionato la famiglia e gli amici, potrà incontrare la sposa.

Gli sposi pakistani invece devono pagare se vogliono tenersi le scarpe. Dopo il matrimonio la coppia ritorna a casa per una cerimonia del “mostrare la faccia”. Famiglia e amici sorreggono uno scialle verde sulla testa dei novelli sposi e uno specchio davanti al quale la sposa si toglie il velo che ha tenuto per tutta la cerimonia nuziale. Mentre gli sposi sono occupati a fissarsi, le parenti della donna requisiscono le scarpe dello sposo chiedendogli del denaro per riaverle indietro.

Beh, com’è il detto?

Paese che vai, usanza che trovi!